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L'Armanac per il 2019 è uscito!

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L’ Armanac 2019 de Chaumont e de l’Auta Valeia de la Dueira , che esce ormai ininterrottamente dal 2016, è in diffusione da alcuni giorni. Le fotografie all’interno del calendario, sempre accompagnate da didascalia, raffigurano paesi dell’alta Dora o loro frazioni (Chiomonte con le Ramats, Exilles, Salbertrand e via discorrendo, ma anche una incursione in Val Cenischia con Giaglione). Inoltre, come di consueto, in ogni mese è stato inserito un box che riporta prestazioni lavorative del 1619 tratte dai Conti Consolari della Comunità di Chiomonte, al fine di proporre uno spaccato di vita di quattrocento anni fa delle comunità delle nostre valli alpine. L’edizione 2019 è stata dedicata agli attrezzi (in occitano mòbbles o aisaments ) della civiltà contadina di ieri: una fotografia con uno o più attrezzi, il nome nell’occitano-alpino di Chaumont con la spiegazione del medesimo (e eventualmente delle singole parti dell'attrezzo) nonché la descrizione dell’uso adibito allo str...

Per aprene l'ouccitan de Chaumount (1 leiçoun)

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1. Bounjour! L’ei uno biano que te veiou p’aure! Coumme la vai? /bun ju: léi yn (o) bia no k(e) at ve iu po re! kum (me) la vèi?/ IT Buongiorno! È molto tempo che non ti vedo più! Come va? 2. Pas gaire. A l’ai agut la fiouro per uno semano. E tu? /pa ghèire. A l’èi agy la fiuro per yn(o) semano. E ty?/ IT Non molto. Ho avuto la febbre per una settimana. E tu? 3. La vai, la vai. A l’ai un cuchoun de travalh. D’aicí a un pauc vau a la vinho a groupar. Me deiplai per ta fiouro. /la vèi, la vèi. A l’èi yn ky sciun de tra vagl . Dissin pau vau a la vi gno a gru pa: Am deiplèi per ta fiuro/ IT Va, va. Ho un mucchio di lavoro. Tra poco vado alla vigna a legare. Mi dispiace per la tua febbre. 4. L’itou jo melh! / li tu jo megl/ IT Sto già meglio! 5. Alouro nous veiem! Bouno journaa! /a lu ro nu vi on ! Bu n(o) jur naa !/ IT Allora ci vediamo! Buona giornata! 6. Mai a tu! E boun travalh! /mèi a ty! E bun tra vagl !/ IT Anche a te! E buon lavoro! A...

Ricostruito il muro a secco dietro il Pieroun

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Da anni ci occupiamo della pulizia del Pieroun di Chiomonte e della attigua area, ossia il ripido versante stretto nel tornante della strada che dall'abitato porta al ponte sulla Dora. Da anni avevamo constatato come la parte di muro a secco ( muralho a peiro eissutto ) dietro al Pieroun fosse particolarmente gonfia, in procinto di aprirsi. Sbagliammo rimandando i lavori e sottovalutando il problema: di ciò facciamo ammenda. Così a dicembre ultimo scorso, dopo pioggia e neve, il muro a secco, per una sezione lunga circa 2 metri, è caduto. Nella mattinata di domenica 17 giugno, dalle ore 9 alle 12 circa, dopo avere rimandato diverse volte a causa del tempo non favorevole, abbiamo ritirato su la sezione di muro a secco che era caduta. Inoltre è stato completato il taglio dell'erba sul versante ed è stata raccolta immondizia che purtroppo ancora è stata trovata nel sito. Un ringraziamento sentito a tutti i partecipanti.

"Familho chamoussino", nuovo bollettino di Chiomonte e delle Ramats

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Chaumont è il paese in cui "La Rafanhauda", con l'associazione Renaissença Occitana che la edita, ha maggiore radicamento: qui il luogo in cui è nata, qui la diffusione più ampia, qui il paese di provenienza della maggior parte dei propri componenti e qui il luogo di promozione di altre iniziative. Al fine di cercare di contribuire alla maggiore coesione di un paese che tanto ci ha dato e, parimenti, per rispondere positivamente alle richieste di tanti chamoussins di leggere su "La Rafanhauda" anche fatti più spiccioli su Chiomonte, abbiamo deciso di promuovere un nuovo strumento, una nuova piccola pubblicazione: "Familho chamoussino". Essa non sostituisce ma si affianca ed integra sia "La Rafanhauda" che lo "Armanac". Il volumetto da poco uscito, stampato con una tiratura di trecento copie, già è in diffusione a Chaumont. Conta 32 pagine a colori in formato A5. All'interno si individua una sezione dedicata ad alcune notizi...

Sortit le n.179/190 de "La Valaddo"

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L'ei pareissut le darrier numre de la revista "La Valaddo", per la precision le n. 178/180 dau març dau 2018. Las pajjas las son 44, un numre eipeis, sustot per los enteressants contenguts. En particular, au deilà de l'article A la recercho dous noums de las flours de mountanho de nòtre redator Tiziano Strano, sinhalem l'enteressanta intervista faita per Luca De Villa Palù a Marcelo Yuji Humoro , brasilian-japonés qu'au l'ei aprés a eitudjar las varietats aupencas dau Briançonés. L'ei una granda onor que de l'eitrangier la lh'aie quaucun qu'au s'enteresse a nòtras varietats, d'abitudda pas gaire consideraa au dedins de l'areal lenguisticque occitan entei, maleirosament, se dona plus emportança a las varietats centralas. Prepausem, aicì en seguida, le somari complet dau numre: - 50 anni "insieme"! con la 40° festa de "LA VALADDO" , pp.2-3; - Vivere le Alpi, Escursioni in lingua 2018 , pp.4-5; - Ma...

Manutencion au pontet de la Vauta

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L’avem représ los travaus de manutencion dau teritòri que nos portem anant de quauques ans d’aiquen. Veic í quauqua fotografia de la jornaa de travalh faita divendre de la setmana passaa au pontet de la region chamossina de la Vauta, entre Chaumont e Jerassa. L’avem garat la tera en surplus, neitjat los biaus qui pòrton-ià l’aiga e talhat l’erba tot d’entron.   Dins las setmanas qui venon contunharem los travaus. Se la lhi agueisse quaucun enteressat a nos ajoar nos contatte, au serè le bienvengut !

Che ci azzecca “Il Piave mormorava” con la Liberazione? Per un altro 25 aprile

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Un altro 25 aprile è passato. È stata così superata un’altra celebrazione della Liberazione dal nazifascismo: l’antifascismo – che dovrebbe essere costantemente praticato nell’azione quotidiana – è stato così tirato fuori per qualche ora dal cassetto, dove è già stato nuovamente riposto sotto un cumulo di vestiti, sotto i quali rimarrà dimenticato per un altro anno. Quest’anno, in alta valle della Dora Riparia, la celebrazione si è tenuta ad Exilles (lo scorso anno a Bardonecchia, due anni fa a Chaumont), con la presenza dei sindaci dell’alta valle, della locale sezione ANPI, degli alpini, della banda musicale di Salbertrand e di (troppo pochi) cittadini. Una ‘celebrazione’ – questa come molte altre nel resto d’Italia – sempre più pallida con interventi in cui, anziché ribadire l’importanza dell’antifascismo e anziché fare riferimento ai sentimenti di eguaglianza e giustizia che animarono la lotta partigiana, tutto viene ridotto ad attaccamento alla bandiera italiana, ad un ind...