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Guardia Piemontese: lingua e musica

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Sul numero 2 de «La Rafanhauda» (2012) pubblicammo un articolo di Domenico Iacovo , presidente dell’associazione culturale Gàrdia d’oc, su Guardia Piemontese (o Guardia Occitana?), il centro occitanofono di Calabria di cui veniva offerto un profilo storico. Nel contributo che pubblichiamo qui di seguito, sempre di Domenico Iacovo, se ne completa il quadro con un profilo linguistico e culturale-musicale. Guardia Piemontese è l’unica isola occitana del centro-sud Italia e la sua variante linguistica deve per certi versi essere considerata come “occitano estremo”, esattamente come nel caso della Val d’Aran in Spagna. Nonostante il tempo e le vicende storiche abbiano inciso notevolmente sull’occitano guardiolo, questi ancora contiene, nel suo gergo, una notevole parte di vocaboli esclusivamente occitani, accanto ai quali vi sono vocaboli calabresi ( catòi per ‘magazzino’ ) , vocaboli indeterminati o presi dalla lingua italiana (per esempio tèlevision ovvero ‘televisione’) e neo...

L'ei tornat "Ousitanio Vivo"!

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Après una interrucion de quauques meis, avei le numre 417 tòrna pareisser " Ousitanio Vivo ", ex jornal dau MAO e unìcque jornal emprimat encuei que fase referença a totas las valeias occitanas dessot jurisdicion italiana (la lhi a una serìa d'autras revistas e publicacion mas avei un caractère plus local: "La Valaddo" per las valeias de la Dueira, dau Cluson e San Martin, nosautres de "La Rafanhauda" praticament macque per l'auta valeia de la Dueira e "Lou temp nouvel. Quaderno di studi occitani alpini" que, mai se vòl far referença a totas las valeias occitanas aupencas, en pratica limita son analisis a la val Varaita). La bona novella l'ei que, a partir d'aicest numre peina pareissut, "Ositanio Vivo" deurià tornar a sortir chacque meis. Veicì los titres de quauques articles pareissuts sus le numre de mai: - Ritornare alle Comunità Montane de Dino Matteodo, - Dal Seminari a la prizoun, ensemo a Dante , entervis...

Breve nota sulla bandiera occitana

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La bandiera occitana, nella forma in cui è conosciuta nelle valli occitano-alpine del Piemonte, è composta da due elementi di colore giallo/oro su sfondo rosso: la croce occitana e la stella a sette punte. Per quanto riguarda il primo elemento, si tratta di una croce greca (quindi i suoi bracci sono della stessa lunghezza, a differenza di quelli della croce latina) e pomata (con le estremità che terminano in tondo). Ogni braccio termina con tre pomi. Dunque in tutto si possono contare dodici cerchi, proprio come il numero dei mesi dell’anno e degli apostoli. Questa croce è ormai conosciuta nei territori di lingua occitana anche grazie ad una forte azione di sensibilizzazione (che a volte assume l’aspetto di mero marketing). Fino alla recente ristrutturazione delle regioni francesi, è stata anche presente nel simbolo delle regioni Languedoc-Roussillon e Midi-Pyrénées mentre oggi è il simbolo della nuova regione Occitanie che dalla fusione delle due è nata. In merito alle or...

Entre sonadors, sapòurs e escarliniers

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Prepausam quauquas fotografias preisas dimenja 19 de feurier a la Baia de Sant Pèire.

Baio! Baio! Baio!

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Dopo 5 anni ritorna a Sampeyre la Baio ! Qui i giorni in cui si terrà. domenica 12 febbraio : le 4 baie ognuna rispettivamente nel proprio paese (solo la baio di Sampeyre e la baio di Calchesio si incontrano presso la cappella di S. Claudio). domenica 19 febbraio : la baio di Rore, la baio del Vilar e la baio di Calchesio convergono nel capoluogo. giovedì 23 febbraio : i 4 processi ai tresouriers .

Ottocento anni dalla disfatta di Muret

Accadeva ottocento anni fa, nel settembre 1213, una battaglia che risultò esiziale per le sorti dell’appena nato stato occitano-catalano costituitosi appena pochi mesi prima, il giorno 27 di gennaio 1213 quando il re d’Aragona Pietro II aveva ricevuto il giuramento di Raimondo VI conte di Tolosa e di suo figlio il futuro Raimondo VII, del conte di Foix, di quello del Comminges e del visconte del Béarn. Tutti i possedimenti di questi passavano dunque sotto l’autorità di Pietro II che, dopo aver sconfitto i musulmani nella battaglia di Las Navas de Tolosa del 12 luglio 1212, si era potuto concentrare interamente sugli affari occitani. Dalla Provenza al Béarn, dall’Ebro alle Alpi si era costituita un’unica compagine territoriale. Questo evento, riprendendo le parole di Philippe Martel [1] , fu “l’apogeo del processo di costituzione dell’Occitania in Stato, o piuttosto della costituzione di uno Stato catalano-occitano”. Il suddetto giuramento, rottura di Tolosa con la Corona di Franci...